23 Agosto 2017
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Alternative Rock

Il suono di Seattle
Uno dei generi musicali che più ha contraddistinto gli anni 90 è stato il grunge.
Originariamente, con questo termine si indicava una determinata scena musicale circoscritta alla città di Seattle e dintorni, come è accaduto per la cittadina di Aberdeen, che ha dato i natali a band come Melvins e Nirvana.
Nonostante fondi le sue radici negli anni 80, quando band storiche come Green River, Skin Yard, Screaming Trees e Soundgarden sfornavano le loro prime produzioni discografiche, è all’inizio del decennio successivo che il grunge è passato da movimento underground a vero e proprio fenomeno mainstream.
Se i può parlare di “what if” si deve sicuramente l’episodio chiave legato alla tragica morte di Andrew Wood, carismatico front-man dei Mother Love Bone, nati dallo scioglimento dei Green River.
La sua dipartita nel 1990, nonostante la tragicità dell’eventi di per sé, ha sicuramente inciso sensibilmente nell’evoluzione del fenomeno grunge, a partire dalla realizzazione dell’omonimo disco dei Temple Of The Dog, progetto musicale nato dalla volontà di Chris Cornell, allora coinquilino di Andrew Wood, di ricordare l’amico scomparso.
A parte say hello to heaven e reach down, scritte da Chrsi Cornell, per la stesura delle canzoni contenute nel disco dei Temple Of The Dog, parteciparono gli ex componenti dei Mothe Love Bone, Stone Gossard e Jeff Ament e Eddie Vedder, futuro cantante dei Pearl Jam e coautore del famoso duetto con il frontman dei Soundgarden, nella canzone hunger strike.
Da qui a breve, l’interesse del pubblico per il “Seattle sound” crebbe sensibilmente soprattutto agli inizi degli anni 90, quando Nevermind dei Nirvana riscosse un importantissimo successo internazionale, generando un effetto trainante per i rispettivi dischi d’esordio di Alice In Chains e Pearl Jam.
La ciliegina sulla torta che consacrò la “golden age” del grunge fu il film Singles, l’amore è un gioco del 1992, ambientato proprio nella città di Seattle, in cui parteciparono con apparizioni e camei alcuni membri delle band più in voga in quel periodo come Alice In Chains, Pearl Jam e Soundgarden, accompagnato da una colonna sonora in cui figurano molte delle band appartenenti alla scena grunge dei primi anni novanta.
Negli anni successivi, avvenimenti come il suicidio di Kurt Cobain e l’abuso di droghe di molti dei personaggi cardine dell’ambiente musicale di Seattle, il grunge della prima ora iniziava un inarrestabile processo di declino che portò allo scioglimento di numerose band, fattore che determinò lo spostarsi dell’attenzione mediatica verso altri lidi, anche al di fuori degli Stati Uniti, come accadde per gli inglesi Bush e gli australiani Silverchair, descritti da una parte della critica musicale come precursori del post-grunge…
Il Nu Metal
Un’altra corrente musicale che ha spopolato durante gli anni 90 è stato il New Metal, scritto molto spesso con il termine NU METAL.
Nato come crossover di generi assai differenti tra loro, il nu metal mescola elementi di funky, rap, heavy metal classico e post-grunge, e trova come maggiori riferimenti, band che già negli anni 80 avevano definito alcuni parametri di quel genere musicale propriamente definito crossover, come Red Hot Chili Peppers e Faith No More.
Nel corso degli anni, poi, il nu metal ha generato al suo interno filoni diversi a secondo della peculiarità che ne definiva i canoni stilistici. Alcune band si sono indirizzate verso la fusione tra rap, heavy metal e funky, come hanno fatto i Limp Bizkit o i Crazy Town, e in un ottica più tendente al crossover “old school” i Guano Apes e i System Of A Down.
Altre hanno aperto la strada a sonorità più vicine all’industrial con contaminazioni di basi elettroniche, prendendo come icona di riferimento Marilyn Manson o i Ministry: in tale ottica, le cui band più rappresentative sono state i Coal Chamber, gli Static X, gli Orgy o gli Spineshank.
Altre ancora anno seguito un percorso musicale in cui le influenze del trash metal sono più marcate, come è accaduto per gli Slipknot ed infine, una corrente in cui i riferimenti più evidenti sono all’hard rock e in alcuni casi anche al grunge di Seattle, ha visto tra i suoi principali riferimenti in band come Disturbed, Staind, Puddle Of Mudd e Godsmack. Al di là di tutti queste classificazioni riconducibili al nu metal, tra i pionieri del genere si annoverano soprattutto i Korn e i Deftones.
Mentre questi ultimi hanno mantenuto un sound fedele agli esordi, i Korn, in particolare, sono la band che più di ogni altra, nel corso della loro carriera, hanno condensato tutti i vari elementi che caratterizzano la macro-etichetta del nu metal. Questa loro caratteristica si è evidenziata soprattutto nel loro disco del 2011, The Path of Totality, in cui hanno incorporato elementi musicali provenienti soprattutto dall’elettronica ed in particoalre dalla dubstep, attraverso una serie di collaborazioni con artisti provenienti da altre scene musicali.
L´indie rock
Indie Rock è un termine molto generico che solitamente viene utilizzato per indicare band appartenenti ad etichette minori e indipendenti da vincoli commerciali delle major.

Nato negli anni 80, il marchio indie rock delineava un approccio “fai da te” da parte delle band, non solo per quanto riguarda l’autoproduzione dei propri dischi, ma anche per le successive fasi di pubblicazione, distribuzione e promozione dei loro lavori. Mentre nel Regno Unito, il movimento indie nasceva come una sorta di evoluzione della new wave ed in particolare del postpunk di fine anni 70, grazie anche al considerevole lavoro di etichette discografiche come la Rough Trade e la Cherry Red, negli Stati Uniti, l’indie rock muoveva i primi passi soprattutto in ambiente universitario, dove prese il nome di “college rock”, alimentando un circuito underground fatto di band che si contrapponevano all’ondata mainstream del synhpop inglese dei primi anni 80.
Nel decennio successivo, però, l’esplosione commerciale del grunge e la nuova generazione punk rock molto più accessibile rispetto la vecchia scuola degli anni 70, ridussero sensibilmente l’impatto musicale delle band indie, relegandole, tranne casi sporadici come Sonic Youth, R.E.M. e pochi altri, a mero fenomeno underground.
Contrariamente a quanto accaduto negli States, durante gli anni novanta, nel Regno Unito l’indie rock visse un periodo estremamente esaltante, dovuto soprattutto al successo internazionale di band come Oasis, Blur e Radiohead.
Scemata l’attenzione mediatica verso la fine del decennio, con l’arrivo del nuovo millennio, nell’ambito dell’indie rock inglese c’è stato una sorta di revival, con netti richiami alle sonorità e all’immaginario del postpunk di vecchia scuola, con particolare riferimento a quella che veniva chiamata “la scena di Madchester” [di cui si è parlato nella rubrica dedica alla new wave].
Tra i gruppi principali, iniziatori di questo revival brit rock, figurano i Muse, i Libertines, i Franz Ferdinand e i Kaiser Chiefs, mentre negli Stati Uniti, dove queste sonorità nel nuovo milennio hanno attecchito in tono minore, tra i gruppi indie si sono distinti gli Interpol, The White Stripes, The Killers, e Strokes.

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