23 Agosto 2017
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Cyberpunk

Una breve introduzione
Il Cyberpunk è uno dei vari sottogeneri della letteratura di fantascienza.
Nato anch’esso negli anni 80, come il filone steampunk, ha sviluppato un modello narrativo attorno al tema della ribellione contro multinazionali hi-tech organizzate come vere e proprie corporazioni, in un contesto sociale in cui la collettività è strutturata secondo il modello della “distopia”.
Le fonti principali dalle quali trae spunto questo modello, sono riconducibili principalmente alle opere di Aldous Huxley (Il mondo nuovo del 1932) e “1984” di George Orwell (pubblicato nel 1949) scritte in un contesto sociale assai delicato, dovuto ad una crisi di valori derivante da una società che stata vivendo un profondo senso di cambiamento.
In tal senso, se da un lato “1984” è un palese atto di accusa contro i sistemi totalitaristi, “Il mondo nuovo ” di Huxley ancor di più costituisce una sorta di denuncia contro l’involuzione della società contemporanea da parte di organi di potere che, al di sopra di tutto e tutti, inibiscono la libertà dei singoli individui attraverso la manipolazione di tutto ciò che possa in qualche modo alimentare la sfera culturale ed intellettuale.
Il modello Cyberpunk
In epoca moderna, tra gli autori più illustri nell’ambito della narrativa cyberpunk, si evidenziano William Gibson e Bruce Sterling.
Gibson, in particolare, autore di quella che viene definita la trilogia dello Sprawl, è considerato colui che, attraverso le proprie opere, ha maggiormente contribuito a creare gli stilemi e gli archetipi del genere.
La trilogia è composta da tre romanzi, scritti tra il 1984 e il 1988, Neuromante, Giù nel Cyberspazio, e Monna Lisa Overdrive.
Questi romanzi, nonostante non siano direttamente collegati da un’unica trama, si articolano su una line-story che vede l’intreccio dei personaggi ricorrenti nelle diverse storie, descrivendo scenari caotici, violenti e per certi versi alienanti, esaltando in maniera piuttosto evidente la connotazione politica e sociale che assume il contrasto tra lo “sprawl” vale a dire la periferia degradata degli agglomerati urbani, dove generalmente vivono gli hacker e le roccaforti delle grandi corporazioni, per lo più multinazionali hi-tech che detengono il potere e il controllo economico e politico della società.
I principali elementi su cui soventemente poggia la struttura narrativa del cyberpunk sono la dualistica l’ambientazione tra la realtà e il cyberspazio, la matrice che costituisce la dimensione immateriale in cui si sviluppa una realtà virtuale e il delicato e controverso rapporto tra uomo e la macchina.
In tal senso, l’essere umano è visto come qualcosa di modificabile in funzione dello sviluppo eugenetico dei suoi caratteri fisici e psichici, tramite innesti meccanici e tecnologici, generando quella che può essere considerata l’evoluzione tecnologica dell’uomo stesso: il cyborg.
La figura de cyborg, le cui capacità rispetto al comune essere umano, sono di gran lunga potenziate proprio a causa degli innesti di cui è dotato, non deve però essere confusa con la figura di “androide” che per certi versi può essere considerato il suo esatto opposto.
Di fondo, il cyborg è un essere umano il cui corpo ha subito importanti modificazioni ed innesti artificiali, ma che ha conservato la sua natura umana, mentre l’androide è un robot che, al contrario, ha subito apporti biologici che possono solo aumentare la somiglianza con l’essere umano, ma non gli conferiscono tale status.
A tal proposito, tra le pellicole cinematografiche più significative, soprattutto per gli aspetti introspettivi che caratterizzano i personaggi, c’è senz’altro Blade Runner, di Ridley Scott, realizzato nel 1982.
La storia del film si svolge in un ambiente claustrofobico, dove regnano inquinamento e degrado e il tutto è reso ancora più opprimente da una pioggia incessante, come a sottolineare in qualche modo le conseguenze negative di una società distopica sul pianeta, toccando i delicati temi del sovrappopolamento e dell’estinzione delle specie animali.
Uno dei temi che emergono durante la storia del film, è proprio quello della società distopica, dove la Tyrell Corporation genera androidi simili agli esseri umani, impiegati come forza-lavoro nelle colonie extraterrestri, ma con un ciclo di vita limitato a 4 anni.
Qui gli androidi vengono descritti come esseri replicanti , simili all’uomo in tutto e per tutto, molto evoluti rispetto a questi ultimi, per via delle avanzate tecnologie sviluppate dalla Tyrrel Corporation.
Agli androidi viene attribuito un particolare senso di empatia, un lato umano fatto di emozioni e sentimenti che finiranno per mettere in discussione il già complesso rapporto uomo-macchina.
Questa correlazione diventa ancora più marcata nel finale del film, quando lo scontro tra l’uomo (il blade runner) e l’androide ribelle vede un ribaltamento della prospettiva da rivalità a solidarietà l’uno verso l’altro, al punto tale che l’androide arriva a salvare la vita al suo rivale.
Prendendo come punto di riferimento il profilo psicologico dei personaggi del film, pertanto, emerge un lato della cultura cyberpunk che per alcuni aspetti può essere accostata al Frankenstein di Mary Shelley.
Innanzitutto si crea un parallelo nel rapporto tra la creatura e lo scienziato Frankestein e, in questo caso, gli androidi e lo scienziato a capo della Corporazione hi-tech, ma soprattutto, sono gli aspetti etici e morali legati di fatto al concetto stesso di umanità.
I precursori
Se in ambito letterario, Il Nuovo Mondo di Huxley e 1984 di Orwell sono stati i precursori della narrativa cyberpunk, Metropolis, film muto realizzato da Fritz Lang nel 1927, può essere altrettanto considerato un modello di riferimento per intero universo cyberpunk (e per alcuni aspetti anche per lo steampunk), sia che si tratti di letteratura, di cinema o di musica.

Il film, considerato uno tra i maggiori manifesti del cinema espressionista del XX secolo, anticipa alcune delle tematiche che verranno successivamente riprese e rielaborate nella letteratura cyberpunk e al contempo, rappresenta una tra le principali fonti di ispirazione per pellicole cinematografiche e video musicali di epoca moderna.
In questo film, il regista introduce sia il concetto di “distopia” accentuandone i contenuti sociologici, soprattutto nel rapporto di antitesi tra il dittatore, che vive nel grattacielo più alto (probabile allegoria della Torre di Babele) e gli operai, confinati nel sottosuolo, in condizioni al limite del disumano, sia la figura dell’androide, come sostituto di un essere umano, nella complessa prospettiva del rapporto uomo-macchina.

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