23 Agosto 2017
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Popoli Norreni

Introduzione ai popoli del Nord
La mitologia norrena fonda le sue radici nel folklore dei popoli germanici, in epoca pre-cristiana. Originari delle regioni comprese tra fascia meridionali della Scandinavia, lo Jutland (l’odierna Danimarca) e la parte più settentrionale della Germania, i popoli germanici furono protagonisti di intense ondate migratorie verso il Mare del Nord e nelle tra i bacini del Reno e dell’Elba, verso est in direzione del Mar Baltico e dei territori dell’attuale Polonia ed, infine, verso occidente, arrivando in Scozia, Irlanda e più a nord in Islanda, fino a giungere lungo le coste della Groenlandia e del Canada.
Già dal III secolo d.C. le varie popolazioni germaniche vissero un processo di riorganizzazione politico-sociale che generò nuovi macro-gruppi etnici protagonisti di nuove ondate migratorie durante tutto l’alto medioevo, sia verso occidente, fino in Gran Bretagna e verso le regioni dell’Europa sud-orientale, ai confini con l’attuale Russia.
Il risultato di queste migrazioni fu l’amalgamarsi di popolazioni dalle spiccate tradizioni culturali assai differenti tra loro e se da un lato le popolazioni germaniche furono le dirette responsabili della caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, nonché del definitivo declino dei Celti in Gran Bretagna, attorno all’ XI secolo, è anche vero che durante tutto l’alto medioevo, le popolazioni germaniche subirono un processo di cristianizzazione tale che già all’inizio del XII secolo, la religione pagana cessò di avere influenze politiche anche nella madrepatria Scandinavia.
Le fonti storiche
La mitologia norrena è una branca della più ampia mitologia germanica (comprendente anche la mitologia anglosassone) e riguarda prettamente la tradizione pre-cristina dei popoli scandinavi, allora stanziati fino allo Jutland, la regione che comprende i territori più a nord della Germania e l’attuale Danimarca.
Tra i popoli di origine scandinava (norreni) si distinsero tre ceppi principali: i variaghi, che si spinsero verso sud-est, nei territori slavi, i normanni le cui migrazioni si diressero verso la regione nel nord-ovest della Francia (che prese il nome di Normandia) e i vichinghi che si stanziarono nei territori d’oltremare, verso le Isole Fær Øer e le zone più settentrionali della Gran Bretagna e dell’Irlanda.
Gran parte della mitologia germanica, in quanto trasmessa oralmente, è andata persa nel corso dei secoli, ma paradossalmente, è stato proprio il processo di cristianizzazione che ha consentito di recuperare e conservare preziose testimonianze della mitologia norrena, nelle regioni dove tale processo ha incontrato maggiore resistenza.
Le fonti di cui si ha traccia risalgono a periodi successivi all’epoca vichinga, vale a dire nel XIII secolo, quando le religioni pagane autoctone erano state ridotte già da tempo ad un contesto prettamente folkloristico.
A parte l’opera denominata Gesta Danorum, che ripercorre la storia della regione dello Jutland e parte della Scandinavia, dall’epoca preistorica al XII secolo, la letteratura su cui verte la mitologia norrena proviene quasi esclusivamente dall’Islanda e tratta le gesta epiche in cui le divinità sono descritte in chiave assolutamente evemerista.
Tra le opere più famose si ricordano l’Heimskringla, che racchiude storie di re ed eroi norvegesi e svedesi , facendo riferimento sia a fatti reali, sia a storie di pura fantasia, nonché il Codex Regius, termine utilizzato in epoca medievale per indicare i componimenti di epoca medievale, tra cui quelli racchiusi nell’Edda, componimenti risalenti al XIII secolo, riuniti nell’Edda Poetica e nell’Edda in Prosa.
L’Edda Poetica è un manoscritto di autore anonimo, ritrovato nel 1643, composto da 29 canti, 10 relativi alle gesta degli Déi, altri 19 di carattere epico che raccontano storie di eroi, basati su scritti minori, risalenti al IX o X secolo. Nel corso del tempo, inoltre, sono stati aggiunti altri canti di diversa provenienza, raggruppati in un unico componimento chiamato Edda Minore.
Il manoscritto dell’Edda Poetica è stato presso la Biblioteca Reale di Copenaghen fino al 1971, anno in cui fu restituito all´Islanda. Attualmente è conservato presso l´Istituto Árni Magnússon.
Il termine Edda è stato associato a quest’opera per creare un senso di collegamento con l’altro manoscritto fonte di informazioni sulla mitologia norrena, quale è l’Edda in Prosa.
Quest’ultima fu scritta dall’autore islandese Snorri Sturluson tra il 1220 e il 1225 ed è composta da 4 sezioni: il prologo, la presentazione della cosmogonia norrena, un trattato sulle metafore dell’epoca ed infine, un trattato sulla metrica del testo.
Nonostante questo componimento sia stato scritto quando il processo di cristianizzazione dei territori scandinavi era ormai completato, ha mantenuto i contenuti filologici della tradizione norrena, consento in questo modo di non disperdere quel che restava della cultura dei popoli germanici del nord.
Nel corso dei secoli altri manoscritti, varianti sul tema i cui contenuti fanno diretto riferimento all’opera scritta da Snorri Sturluson, sono stati raggruppati in altri codici: Codex Upsaliensis, il Codex Wormianus, il Codex Trajectinus, rispettivamente conservati nelle biblioteche nazionali di Uppsala (Svezia), Copenaghen (Danimarca) e Utrecht (Paesi Bassi).
La Cosmogonia
La cosmologia in cui è ambientata la mitologia norrena gira attorno alla figura di Yggdrasill, l’albero sacro i cui rami sostengono la volta celeste e i 9 mondi in cui si suddivide l’universo:
1. Jotunheimr, il regno dei Giganti
2. Ásahemir, il regno delle divinità Æsir
3. Vanaheimr, il regno delle divinità Vanir
4. Álfheimr, il regno degli Elfi
5. Miðgarðr, il regno degli Uomini
6. Nilfheimr, la terra del ghiaccio
7. Múspellheimr, la terra del fuoco
8. Svartálfaheimr, terra di Elfi Oscuri e Nani
9. Helheimr, il regno dei morti
La rappresentazione di questi nove mondi differisce in base alle tradizioni dei diversi luoghi di provenienza di manoscritti e ciò non rende facile ricomporre il quadro originario della creazione, secondo la mitologia norrena, soprattutto in un contesto così ricco di personaggi (eroi e déi), nonché di appellativi per indicare le diverse stirpi.
Il poema più famoso in cui viene descritta la creazione dell’Universo, la sua stessa fine e la sua ricostruzione è Völuspá (La profezia della veggente).
Questo poema introduce, quindi, il Ragnarok, la battaglia finale tra le forze del bene e quelle del male, a seguito della quale l’universo verrà distrutto e rigenerato, presentando una serie di richiami alla tradizione cristiana, soprattutto in merito agli aspetti escatologi, legati al concetto di vita dopo la morte: la rinascita della civiltà, dopo l’apocalisse.
Questa interpretazione è ulteriormente avvalorata dal fatto che tutto ciò che riguarda la mitologia norrena è stato codificato e tramandato in un´epoca in cui il processo di cristianizzazione di quei popoli aveva compiuto il suo corso.

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