23 Agosto 2017
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New Wave

Una breve introduzione
In merito alla New Wave si potrebbe scrivere tutto e il contrario di tutto dato che non si tratta di un movimento omogeneo e ben definito, ma di ricerche provenienti da diversi background culturali e spinte in molteplici direzioni musicali ed artistiche.
Nata in Gran Bretagna tra la fine degli anni 70 e gli nizi degli anni 80, ben presto, la New Wave si è andata espandendo in altri paesi d’Europa, soprattutto il Italia, Francia e Germania e oltreoceano, arrivando fino agli Stati Uniti.
Come accennato, la New Wave non è identificabile con un preciso genere musicale, ma è una corrente trasversale che ha toccato realtà e contesti assai diversi tra loro, ma allo stesso tempo accomunati da un approccio che andava pian piano rompendo gli schemi del classico rock che fino a quel momento aveva monopolizzato il mercato musicale.
Le origini nella madrepatria Inghilterra
In un ambiente quale era l’Inghilterra degli anni 70, dove regnava il grigiore dello skyline delle principali aree metropolitane, per molti giovani la musica rappresentava l’unica valvola di sfogo per esprimere la propria creatività e la scena inglese è da sempre stata molto prolifera in fatto di produzioni musicali.
Dalla breve, ma intensa fiammata del punk di prima generazione, si sviluppò una serie di nuove correnti musicali che, da fenomeni locali, divennero ben presto realtà ben consolidate su scala internazionale.
Per alcuni di questi nuovi generi l’estetica fu un fattore assai importante tanto che il suo lato più glamour fu enfatizzato anche in termini di look, dove capigliature sempre più elaborate e abiti sempre più ricchi di spille, crocefissi e borchie varie diventarono l’emblema di riconoscimento per tutti gli appartenenti al movimento.
In tal senso si distinsero soprattutto 3 sottogeneri: il postpunk, la synthwave e il new romantic.
Il postpunk, tra le cui band più rappresentative ci sono Skeletal Family, Killing Joke, Specimen, UK Decay, Bauhaus, Play Dead ha avuto come punto di riferimento il Batcave, un music club di Soho, quartiere nel West End di Londra, il quale divenne famoso fin da subito per ospitare live di band del calibro di Siouxsie & The Banshees, Alien Sex Fiend, Sex Gang Children e i The Cure..
La synthwave è stata ed è ancora oggi, un sottogenere della new wave, le cui sonorità sono di stampo principalmente elettronico e trova tra le sue principali icone, artisti del calibro di Gary Numan, Cabaret Voltaire o Fad Gadget.
Il new romantic, infine, fu un sottogenere non riconducibile ad un vero e proprio genere musicale, ma piuttosto lo si può considerare un movimento, il cui principale elemento di aggregazione furono abbigliamento retro-futurista e pettinature al limite della stravaganza che diventarono presto il vero marchio di fabbrica.
L’icona più rappresentativa, dal punto di vista estetico, fu quella del pierrot, presa come spunto dal video di Ashes to Ashes, durante le cui riprese David Bowie, per l’appunto, si presentò vestito da pierrot.
Come il Batcave fu il locale di riferimento per la scena postpunk e darkwave dei primi anni 80, anche il new romantic ebbe un proprio locale di ritrovo. Questo fu il Blitz, altro music club, situato nel distretto di Covent Garden, allora gestito da Steve Strange, front-man dei Visage, la prima band accostata al movimento new romantic, soprattutto grazie alle hit Fade to Grey e Mind of a Toy, considerate canzoni-manifesto di questo sottogenere.
In termini prettamente musicali, quindi, il new romantic può essere considerato una sorta di versione edulcorata e mainstream della synthwave. L’uso massiccio dei sintetizzatori, infatti, ha costituito la base sulla quale si sono articolate le trame musicali di dischi come Journeys To Glory degli Spandau Ballet o l’album di esordio dei Duran Duran, del 1981, dove un versetto di Planet Earth recita “I heard you making patterns rhyme / Like some new romantic looking for the tv sound” o tanti altri gruppi come Human League, Japan, A Flock Of Seagulls, Orchestral Manoeuvres in the Dark che nel corso della loro carriera si sono orientati verso sonorità più strettamente pop.
Il Brit Rock
Un’altra realtà musicale che si sviluppò nel Regno Unito, a cavallo tra la fine degli anni 70 e gli anni 80 fu quel sottogenere della new wave che diede vita al Brit-Rock.
Se da un lato, nella Londra di Sex Pistols, Clash e Stranglers il punk-rock cedeva il passo in maniera sempre più inarrestabile al glam e allo show-biz che più o meno direttamente ne derivava,
Liverpool e in particolare Manchester, dove si addensava maggiormente il tessuto della working-class inglese, si concentrarono le band che, sul lungo periodo ebbero un maggiore riscontro sul mercato musicale, tanto che per la seconda é stato coniato il termine “Madchster” per descrivere la natura particolarmente estrosa delle band a cui aveva dato i natali.
Infatti, mentre molte band accostate al new romantic e al postpunk di prima generazione sparirono già nel corso degli anni 80, l’influenza artistica delle band di Liverpool o Manchester come Echo and the Bunnymen, Happy Mondays, Durutti Column, A Certain Ratio, The Chameleons e Joy Division, è ancora oggi percepibile in molte band attuali, tanto che si parla di un vero e proprio revival della scena brit-rock.

Approfondimenti
24 HOUR PARTY PEOPLE, film del 2002, incentrato sulla figura di Tony Wilson, produttore discografico (Joy Diviosion, New Order, Happy Mondays), fondatore e manager del club The Haçienda, nonché uno dei co-fondatori della Factory Records.
CONTROL, film del 2007, dedicato a Ian Curtis (15.07.1956 - 18.05.1980), front-men dei Joy Division
La scena internazionale
Gli echi della New Wave si spinsero ben presto anche al di là dei confini britannici, come accadde in Germania dove andava prendendo sempre più forma il movimento della Neue Deutsche Welle.
Un episodio che ha evidenziato i legame musicale che univa l’Inghilterra e la Germania fu la realizzazione di quella che viene definita la “trilogia berlinese” di David Bowie.
Con questo termina, si indicano i tre dischi [Low, Heroes e Lodger] realizzati per l’appunto da David Bowie, tra il 1977 e il 1979, in seguito al trasferimento dell’artista a Berlino Ovest.
Questo periodo fu di particolare importanza per David Bowie, soprattutto per la sua svolta artistica, legata al suo nuovo personaggio “il Duca Bianco” con il quale fu soprannominato per il resto della sua carriera.
Intanto, tra la fine degli anni 70 e l’inizo del decennio successivo, stavano venendo alla ribalta altre realtà musicali legate alla Neue Deutsche Welle.
Complice anche il successo di precursori del calibro dei Kraftwerk, anche in Germania, la New Wave si sviluppò in varie direzioni musicali: a partire dagli Einstürzende Neubauten, vera e propria icona per il genere industrial, alla Electronic Body Music, generalmente indicata con l’acronimo EBM, che per certi vfesi può essere considerata una versione più dance della synthwave di scuola inglese, e annovera tra i padri fondatori delgenere, band come Deutsch Amerikanische Freundschaft [D.A.F.], Front 242 e Nitzer Ebb.
Non mancarono, inoltre, band i cui riferimenti musicali rientravano nel panorama del postpunk inglese, come Nina Hagen, le Malaria! grupp o tutto al femminile, il cui maggior successo fu “kalte klares wasser” oppure le X-mal Deutschland, gruppo anch’esso tutto al femminile fino al 1984, quando Peter Bellendir sostituì Manuela Zwingmann alla batteria. Altra band che generalmente viene associata alla Neue Deutsche Welle, sono i Grauzone, band postpunk attiva tra il 1978 e il 1982.
Sul versante più mainstream, invece, si sono distinti artisti che hanno prodotto numerose hit sul mercato internazionale, come Alphaville, Falco e Nena.
Video e Documentari
Qui di seguito sono riportati alcuni documentari presenti nel web, relativi ai vari sottogeneri della New Wave

80´s New Romantics [part 1]

80´s New Romantics [part 2]

Kings Road 1981

Synth Britannia

Goth at the BBC

The height of goth: 1984
La scena italiana
La scena musicale italiana non è stata di certo indifferente alla cassa di risonanza che ebbe la New Wave sia in Gran Bretagna, sia in Germania.
Un fenomeno assai particolare fu quello legato alla scena musicale nel Sud d’Italia, che interessò in particolare la provincia di Taranto e dintorni.
Il libro “80, New Sound, New Wave – Vita, musica ed eventi nella provincia italiana degli anni 80” ripercorre gli avvenimenti che portarono il conce tosto di Provincia alla ribalta della scena musicale underground italiana. I ricordi e le emozioni di quel periodo si fondono in un’unica memoria, ripensando, con un pizzico di nostalgia, ai concerti di Echo And The Bunnymen e Virgin Prunes a Triggiano, in provincia di Bari, o a tutta la scia di concerti ed eventi organizzati dal Tursport, circolo sportivo inaugurato a Taranto nel 1981.
La stagione musicale del Tursport vide alternarsi vere e proprie icone della New Wave inglese, come Bauhaus, New Order, Simple Minds, Ultravox, The Cult, The Sound, Siouxsie And The Banshees e per finire Style Council.
La recettività del pubblico verso queste band e la new wave in generale ne decretarono un sempre maggiore successo che però, paradossalmente, costituì la causa della fine della stagione d’oro del Sud d’Italia.
Quello dei concerti, ormai, era divenuto un business ben consolidato e privo di rischi, pertanto, i tour promozionali finirono per essere gestiti da Agenzie specializzate, le quali optavano per aree logisticamente più gestibili e controllabili, affidandosi a circuiti ritenuti affidabili e collaudati, riducendo sensibilmente i costi per l’organizzazione dei live.
Questo trend spiega perché solitamente i concerti di nomi importanti, soprattutto in ambito internazionale, vengono indirizzati in città del centro-nord del Paese, località ritenute più vantaggiose dalle Agenzie promozionali.
Nel resto del Paese, nonostante rispetto all’Inghilterra o agli Stati Uniti e la Germania, la “rivoluzione musicale” iniziata nel ‘77 fosse arrivata in ritardo e avesse mantenuto un tono minore, si creò fin da subito una fitta rete underground di realtà locali più o meno prolifiche.
Tra le realtà maggiormente coinvolte da questa nuova ondata musicale c’è in primis la scena Emiliana, dove Bologna, Modena e Parma, costituirono un vero e proprio agglomerato underground, dato che proprio in queste città nacquero band come Gaznevada, Central Unit, Kirlian Camera, Stupid Set, Rats e Kerosene. Tra le altre città dove era approdata maggiormente la musica new wave, c’è poi Firenze, che ha dato i natali ad alcune delle band più famose anche al di fuori di questo genere musicale: una su tutti i Litfiba, ma anche Neon, Diaframma e Pankow.
Durante gli anni 80, tante altre situazioni, seppur isolate, hanno comunque dato un validissimo sostegno all’affermazione della New Wave, sia che si trattasse di derivazione post-punk, sia che avesse maggiori legami con l’elettronica. Nomi come Undeground Life, Weimar Gesang, Deafear, Carrilon del Dolore e Bohémien sono diventate band di culto per gli appassionati del genere.

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