08 Febbraio 2023

ART Breaking NEWS

Rock Channel

Bibliografia di riferimento:
Ezio Guaitamacchi, La storia del rock, Ed. Hoepli
Il rock fonda le proprie radici culturali negli Stati Uniti del dopoguerra, in un contesto sociale e politico assai delicato a causa della questione razziale e delle tensioni che né derivavano, nonché della lotta al comunismo come diretta conseguenza della guerra fredda.

Strettamente legato al blues dei neri americani, la prima incarnazione del rock n’roll non godeva di una buona reputazione tra i conservatori americani, che vedeva in esso un elemento destabilizzante per la società, rispetto agli artisti più rassicuranti della precedente generazione, che avevano vissuto la Depressione e la Guerra.

Durante gli anni 50, il blues e il folk americano si fondono in un processo spontaneo creando una miscela esplosiva che dà origine al nuovo idioma musicale, rendendo il rock una nuova forma di arte popolare, espressione della cultura e della società del tempo.

Ben presto le nuove generazioni si trovano catapultate in una nuova realtà dove l’elemento della ribellione giovanile diviene un fenomeno di massa, abilmente sfruttato dall’industria discografica al fine di incanalare il nuovo trend verso un vero e proprio business e rendendo “la musica ribelle” un bene di consumo da vendere su larga scala.
16 maggio 1888
A Philadelphia, Emile Berliner presenta la sua invenzione, un nuovo tipo di fonografo che usa un disco con incisioni fotografiche orizzontali: il grammofono
•••
23 novembe 1889
A San Francisco, California, viene realizzato il primo jukebox con 4 cilindri sonori
•••
4 agosto 1901
Nasce a New Orleans, Loius Daniel Armstrong, uno dei nomi più prestigiosi del jazz e della musica americana in generale
•••
20 agosto 1932
Inizia la produzione da parte della National Guitar Company della prima chitarra elettrica della storia, la Frying Pan, disegnata da George Beauchamp
•••
21 marzo 1952
Si tiente il Moondog Coronation Ball a Cleveland, Ohio
E' considerato il primo concerto rock della storia
•••
12 aprile 1954
Bill Haley & The Comets registrano il brano
rock around the clock
•••
14 settembre 1955
Little Richard incide a New Orleans il brano tutti frutti
•••
30 settembre 1955
In un tragico incidente stradale, muore James Dean, proprio quando il film Rebel Without a Cause, arrivato in Italia con il titolo Gioventù Bruciata esce nelle sale cinematografiche
•••
6 gennaio 1958
Apre a Cambridge il Club MT. Auborn 47, poi ribattezzato Club 47
•••
10 maggio 1962
Viene pubblicato boom boom, uno dei brani più popolari di John Lee Hooker

The Rock N’ Roll Hall Of Fame
Il 26 gennaio 1986 si svolse a New York l’inaugurazione di quello che diventerà l’Olimpo del Rock e della musica in generale: il museo del Rock N’ Roll Hall Of Fame, con sede a Cleveland in Ohio.
L’elenco degli artisti ammessi viene pubblicato tramite la cerimonia annuale di New York e le nominations sono articolate per categorie e sono rivolte a band o singoli artisti che abbiano avuto un ruolo di significativa rilevanza nel mondo del rock n’ roll.
Nel corso degli anni si è registrata un'apertura verso artisti collocabili in altre sfere musicali non propriamente rock e questo ha dato adito a polemiche e strumentalizzazioni legati ad aspetti dello show business.

The day the music died
Con questo termine si indica simbolicamente la fine del rock ‘n’ roll degli anni 50, tra tragedie, incidenti mortali, scandali, arresti e arruolamenti nell’esercito americano.
La tragedia più comunemente ricordata è quella legata all’aeroplano Beechcraft Bonanza, precipitato nel febbraio 1959. Non si registrarono superstiti tra i 4 giovani passeggeri: Richard Valenzuela (famoso il brano cantato in spagnolo La Bamba), Jiles Perry Richardson (dj texano noto con il soprannome di The Big Bopper) e Buddy Holly.
L’anno precedente, invece, fu Little Richard a ritirarsi dalle scene a causa di una vocazione religiosa.

Il folk come musica di protesta
Tra gli anni 30 e 40 la musica folk trova terreno fertile per incarnare il ruolo della musica di protesta a causa della situazione economica di alcune aree degli Stati Uniti. Già nel 1929, a seguito del crollo di Wall Street, si registrano i primi disagi sociali a seguito dei forti indebitamenti delle famiglie americane.
Alla crisi economica si aggiunsero ben presto altre criticità di natura ecologica con catastrofiche ripercussioni sul piano economico e sociale: a causa di un eccessivo impoverimento dei terreni agricoli, molte famiglie migrarono dal Texas verso la California, ma le loro aspettative furono disattese quando si dovettero scontrare con la realtà delle grandi industrie e della manodopera a basso costo.
Tante storie nate da questi episodi, sono state raccontate anche in musica da artisti del calibro di Woody Guthrie o, in anni più recenti, da Bruce Springsteen con la suggestiva The Ghost of Tom Joad.

Da musica di protesta a nuova espressione culturale
Il folk, inizialmente rilegato a musica di nicchia e per certi aspetti associato ad un contesto di natura militante, diviene presto espressione di una nuova cultura giovanile, soprattutto grazie al polo universitario che gravita attorno alla Cambridge americana: Harvard, il Radcliffe College e il Massachusetts Institute of Technology.
Le coffe house assumono il ruolo catalizzatore di aggregazione tra le nuove generazioni di musicisti folk, e tra i nomi di punta spicca il Club 47, al quale si aggiunsero ben presto tanti altri locali che cominciano a fiorire tra Cambridge e l’area di Boston.
la Cambridge del Massachusetts, sempre più al centro della scena folk americana, dà alla luce anche le prime vere e proprie star del momento, una su tutti Joan Baez, una giovanissima ragazza dalla voce di rara bellezza, dote che le valse i primi ingaggi per diversi live proprio al Club 47 prima e al Gate Of Horn successivamente.

L’alba della Beat Generation
Gli anni 60, gli anni della beat generation, periodo durante il quale il dissenso culturale e l’arte si amalgamano tra loro generando nuovi modelli non solo nel contesto musicale, ma anche nel teatro, nel cinema e in ambito letterario.
La scena beat, con tutti i suoi locali, coffe house e club inizia ad inglobare nuovi performer creando una sorta di sovrapposizione tra arti figurative, teatro, letteratura e musica, che sia jazz, blues o folk.
Già agli inizi degli anni 60, quella di Cambridge si rivelerà una fiammata che va perdendo di intensità assai velocemente, proiettando nuove realtà come quella new yorkese, alla ribalta nel fermento culturale di quegli anni.

BUDDY HOLLY
Buddy Holly, vero nome Charles Hardin Holley, (Lubbock, Texas, 7 settembre 1936 – Clear Lake, 3 febbraio 1959).
Molto esile e con la classica aria da bravo ragazzo di college, incarnava il classico stereotipo del nerd, figura decisamente lontana dall’immaginario collettivo del rocker ribelle. Nonostante ciò divenne uno degli artisti di punta durante gli anni 50, grazie alle sue composizioni intrise di ottimismo ed energia, il cui intreccio tra semplicità e melodia non hanno rivali nell’ambito pop del periodo. Uno degli aspetti più innovativi che Buddy Holly adottò per i suoi lavori fu il ricorso a tecniche di sovraincisione per raddoppiare la propria voce aggiungendo spessore e ampliando lo spettro armonico.
Nel 1994 la rock band di Los Angeles, Weezer, omaggio l’artista pubblicando nel disco di debutto (Blue Album) l’omonimo brano Buddy Holly. Ascolta il brano

Realizzazione siti web www.sitoper.it
cookie